Analisi dello spazio verde
Misuriamo pressione e portata al rubinetto, poi mappiamo prato, aiuole e alberi con la loro esposizione. Sono i dati che decidono quanti settori servono.
Bergamaschi Giardini
Progettiamo e installiamo impianti a settori per giardini privati, aree condominiali e spazi aziendali, e li seguiamo negli anni. Ogni zona riceve l’acqua che le serve: né muri bagnati, né angoli secchi.
Lavoro studiato
Un impianto si progetta partendo da due numeri: la pressione al rubinetto e i litri al minuto che riesce a dare. Da lì si capisce quanti irrigatori possono girare insieme, e quindi in quanti settori va diviso il giardino. Saltare questa verifica è l’errore che si paga per anni: troppi irrigatori sulla stessa linea significa getti corti che non arrivano dove dovrebbero.
Poi si guarda la forma dello spazio. Il prato vuole irrigatori a scomparsa disposti in modo che ogni getto arrivi fino alla testina vicina, perché ai bordi della gittata l’acqua cade sempre più rada. Aiuole e siepi vogliono l’ala gocciolante, che bagna la terra e non le foglie: sulle piante ornamentali il fogliame bagnato la sera è l’anticamera delle malattie fungine.
Sole e ombra non si mettono mai sullo stesso settore. Sono due fabbisogni diversi, e con una programmazione unica una parte resta secca mentre l’altra marcisce.
In un intervento a Dalmine abbiamo diviso il prato in due settori proprio per questo: una metà prendeva sole pieno tutto il giorno, l’altra restava all’ombra della casa dal primo pomeriggio. Stesso prato, due programmi diversi.
Dal sopralluogo al lavoro finito
Dalla prima misura della pressione al collaudo settore per settore. La data dei lavori si fissa al sopralluogo, di norma entro una settimana.
Misuriamo pressione e portata al rubinetto, poi mappiamo prato, aiuole e alberi con la loro esposizione. Sono i dati che decidono quanti settori servono.
Statici per le aree piccole e regolari, dinamici per le superfici ampie, ala gocciolante su aiuole e siepi. Quasi sempre convivono tutti e tre nello stesso giardino.
Dorsali interrate a 30-40 centimetri, sotto la quota del gelo e del calpestio; ala gocciolante più in alto, a 10-15. Le valvole vanno in pozzetto su letto di ghiaia, così restano asciutte e raggiungibili.
Si fa girare settore per settore, si regolano gittata e angolo di ogni testina e si correggono le zone scoperte. Poi si imposta la centralina e si spiega come si cambia da soli i tempi.
Recensioni
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Soluzioni
Gli statici hanno un getto fisso e coprono poco: vanno bene su strisce strette, bordi e aiuole erbose. I dinamici ruotano e arrivano lontano, quindi servono le superfici grandi. I due tipi non si mescolano mai sullo stesso settore, perché distribuiscono quantità d’acqua molto diverse nello stesso tempo: metà prato resterebbe secca.
L’ala gocciolante rilascia poca acqua alla volta, direttamente sul terreno. Bagna in profondità senza dilavare, non bagna le foglie e non finisce su muri e camminamenti. Su siepi e aiuole è la scelta giusta quasi sempre.
In un giardino normale convivono tutti e tre: dinamici sul prato aperto, statici sugli angoli stretti, goccia sulle bordure. Ognuno con il suo settore e i suoi minuti.
Scopri irrigatori statici, dinamici e impianto a goccia
Manutenzione
Un impianto lavora sottoterra e i guasti si vedono in ritardo, quando il prato ha già una chiazza. Il controllo periodico serve a trovarli prima: ugelli otturati, testine che non rientrano, perdite sulle giunzioni, centralina con i tempi fermi alla stagione scorsa.
A inizio primavera, quando si riapre l’impianto dopo l’inverno, e prima dei mesi caldi. Poi ogni volta che il prato mostra chiazze secche accanto a zone fradice: è il sintomo classico di una distribuzione sbilanciata.
Durante una verifica a Romano di Lombardia, il problema non era la centralina ma alcuni getti orientati male. Sistemata la direzione, il prato ha iniziato a ricevere acqua in modo più uniforme senza seccare e aumentare i minuti di irrigazione.
Si puliscono gli ugelli, si controlla che ogni testina esca e rientri, si riallineano i getti finiti su muri e vialetti, si cercano le perdite sulle giunzioni. Se nel frattempo il giardino è cambiato — un’aiuola nuova, una siepe piantata — l’impianto si adatta invece di lasciare quella zona senza acqua.
Dove l’acqua è dura il calcare chiude gli ugelli e fa lavorare male le elettrovalvole: sono i pezzi che costano, ed è il motivo per cui una verifica all’anno conviene. Prima dell’inverno l’impianto va anche scaricato, perché l’acqua che resta nei tubi gela e li spacca.
Richiedi una verifica dell’impiantoConsigli pratici
Si irriga presto la mattina, non la sera e non a mezzogiorno. Di sera il prato resta bagnato tutta la notte e le malattie fungine trovano l’ambiente perfetto; a mezzogiorno buona parte dell’acqua evapora prima di entrare nel terreno.
In un giardino a Bergamo, prima di posare le linee abbiamo guardato dove l’acqua si fermava dopo l’irrigazione a mano. Quella prova ha spostato due settori e ha evitato di bagnare zone che erano già umide di loro.
Meglio poche bagnature lunghe che tante brevi. L’acqua deve arrivare in profondità, così le radici scendono a cercarla; se resta nei primi centimetri il prato mette radici superficiali e alla prima settimana di caldo va in sofferenza. L’eccezione è il prato appena seminato, che invece vuole bagnature corte e frequenti finché non germina.
E meglio pochi settori chiari che un impianto complicato. Un giardino diviso in troppe zone diventa scomodo da programmare, e quello che è scomodo da programmare finisce per restare com’è tutto l’anno.
Servizi inerenti
L’impianto si pensa insieme al giardino, non dopo. Sono più di dieci anni che lavoriamo così, e il motivo è semplice: prato e aiuole chiedono due sistemi diversi sulla stessa rete.
Vuole acqua distribuita in modo uniforme e in profondità. Dove la copertura è irregolare compaiono chiazze secche accanto a zone che restano fradice.
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Chiedono una linea a goccia dedicata: bagna la terra e non le foglie, e non spreca acqua su muri e camminamenti.
Prato professionale
Un prato nuovo si gioca tutto nelle prime settimane, e l’acqua è la variabile che conta di più. Appena seminato vuole bagnature corte e frequenti perché il seme non asciughi; appena posato a rotoli vuole acqua abbondante che arrivi sotto le zolle, altrimenti le radici non scendono nel terreno.
Per questo l’impianto si posa prima del prato. Farlo dopo significa aprire una trincea in una superficie appena finita, e la cucitura resta visibile per una stagione intera.
Approfondisci
Aiuole professionali
Un’aiuola non si irriga come un prato. Le piante ornamentali hanno radici a profondità diverse e stanno spesso in zone riparate, dove il terreno resta umido più a lungo: trattarle con gli stessi minuti del prato vuol dire annegarle o lasciarle a secco.
L’ala gocciolante si posa lungo le piante, sotto la pacciamatura, e rilascia acqua lentamente dove serve. Non bagna le foglie, non dilava la corteccia e non finisce su muri e camminamenti. Su una siepe lunga è anche l’unico modo per dare la stessa acqua alla prima e all’ultima pianta della fila.
FAQ
Il costo dipende da dimensione del giardino, numero di zone, tipo di irrigatori, presenza di aiuole e complessità del lavoro. Per dare un’indicazione corretta serve vedere lo spazio e valutare pressione, punti acqua e necessità reali del verde.
Gli irrigatori sono più adatti al prato, mentre l’impianto goccia è spesso indicato per aiuole, siepi e bordure. In molti giardini si usano entrambi, separando le zone in base alle esigenze delle piante.
Sì, nella maggior parte dei casi è possibile. Prima bisogna valutare come intervenire senza rovinare inutilmente prato, aiuole e percorsi. Dove serve, il lavoro può essere coordinato con sistemazioni del verde.
Conviene fare almeno un controllo prima della stagione calda e al termine di quest'ultima, sia per adattare alle temperature i tempi di irrigazione, sia quando si notano zone secche, getti irregolari o ristagni d'acqua. La manutenzione aiuta a evitare sprechi e mantiene più stabile la resa del giardino.
Quando l’impianto nasce da zero, qualche traccia nel terreno serve quasi sempre. Si scava solo dove passano tubi e irrigatori.
Gli irrigaatori statici spruzzano acqua a ventaglio senza ruotare e sono adatti a giardini di piccole/medie dimensioni. Quelli dinamici ruotano e possono avere più getto, si utilizzano in ampie aree verdi e richiedono più pressione.
Contatti
Il sopralluogo non si paga e non ti vincola: misuriamo pressione e portata, guardiamo il giardino e ti diciamo se serve un impianto nuovo o basta rimettere a posto quello che c’è.