Quando scegliere il prato naturale
Quando c’è acqua, almeno mezza giornata di sole e la voglia di seguirlo. È la scelta giusta se il giardino si vive: resta fresco d’estate, e un prato in salute si ripara da solo dove viene calpestato.
Bergamaschi Giardini
Realizziamo e curiamo prati naturali e sintetici in provincia di Bergamo. Seguiamo giardini, aree verdi condominiali e pubbliche.
Soluzioni efficaci
Tre strade per fare un prato, e non sono intercambiabili: cambiano i tempi di attesa, la spesa iniziale e quanto lavoro chiedono ogni anno. La scelta si fa sul posto: dalla chiamata al sopralluogo passano al massimo sette giorni, spesso meno.
Zolle di tappeto erboso già formato, coltivate in vivaio e posate sul fondo preparato. Il giardino è verde lo stesso giorno e radica in due o tre settimane.
02Semina sul terreno preparato: costa meno e lascia scegliere il miscuglio adatto all’esposizione. Chiede pazienza, perché il prato si infittisce nell’arco di due mesi.
03Manto sintetico su sottofondo drenante. Niente taglio e niente irrigazione, ma il fondo va fatto a regola: senza, arrivano avvallamenti e ristagni.
Il percorso
Il prato che si vede è l’ultimo strato di un lavoro che sta sotto. La prima cosa da capire è come drena il terreno: dove l’acqua resta ferma dopo un temporale il problema è il fondo, non l’erba, e cambiare sementi non lo risolve.
Poi conta l’uso. Un prato davanti casa e uno dove giocano bambini e cani non reggono lo stesso calpestio. Guardiamo le ore di sole diretto, l’impianto di irrigazione se c’è già, le pendenze e le zone che restano sempre in ombra.
Recensioni
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Prato naturale
Il prato a rotoli è tappeto erboso vero, coltivato in vivaio e tagliato in zolle. Si posa su un fondo già pronto e il giardino è verde in giornata: è la scelta di chi non può aspettare la semina.
Prima si pulisce l’area da infestanti e sassi, si livella e si compatta appena. Le zolle si accostano a giunti sfalsati, come i mattoni: una fessura di un centimetro si asciuga e resta segnata per mesi.
In un intervento ad Alzano Lombardo il fondo aveva piccoli avvallamenti, e li abbiamo corretti prima della posa. Su un terreno irregolare le zolle sembrano perfette il primo giorno, poi con le prime irrigazioni si assestano e il prato perde uniformità.
Nelle prime due o tre settimane il prato mette radici: si tiene umido, non si calpesta e si aspetta a tagliare. Il primo taglio si fa quando l’erba arriva a sette o otto centimetri, e si toglie poco. Da lì in avanti la finitura dei bordi è quello che distingue un prato posato in modo impeccabile da uno posato e basta.
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Rigenerazione prato
Inerbire vuol dire preparare il letto di semina, distribuire il seme e coprirlo appena: il contatto fra seme e terra decide se nasce tutto o a chiazze. Serve per fare un prato da zero e per recuperarne uno diradato.
Il miscuglio si sceglie sull’esposizione. Le specie da mezz’ombra e quelle da pieno sole non sono le stesse, e un miscuglio sbagliato dà un prato che si dirada sempre nel medesimo punto. Prima della semina si concima con un prodotto d’avvio, ricco di fosforo, che serve alle radici e non alla foglia.
Dopo la semina l’acqua deve arrivare leggera e frequente. Un getto forte sposta il seme e lo raccoglie negli avvallamenti, dove poi nasce fitto mentre attorno resta vuoto. In un giardino ad Albino abbiamo recuperato così un prato stanco: risemina mirata sulle zone diradate, invece di rifare l’intero tappeto.
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Prato sintetico
Il sintetico si sceglie dove l’erba non ce la fa o non conviene: cortili stretti, terrazzi, zone in ombra fissa, spazi calpestati tutti i giorni.
Il lavoro vero è il sottofondo: una decina di centimetri di ghiaia fine, quattro-sei millimetri, poi cinque di sabbia passata con la piastra vibrante. Fra ghiaia e manto si stende un tessuto non tessuto da 250-300 grammi al metro quadro, che tiene gli spigoli lontani dalle fibre e lascia passare l’acqua.
A posa finita si intasa con sabbia silicea spazzolata fra i fili: tiene le fibre dritte, appesantisce il manto e ne allunga la vita. Senza intasamento il prato si schiaccia sulle linee di passaggio e non si rialza più.
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Verde perenne
Le chiazze gialle raramente sono un problema dell’erba. Quasi sempre sono acqua distribuita male: un irrigatore che non gira più, due settori che si sovrappongono, un angolo che nessun getto raggiunge.
Al sopralluogo facciamo partire l’impianto e guardiamo dove l’acqua arriva davvero. Nei giardini nuovi le linee si posano prima del prato: farlo dopo vuol dire riaprire una superficie appena finita. E i tempi vanno cambiati con la stagione, perché gli stessi minuti da aprile ad agosto sono spreco in primavera e stress idrico a luglio.
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Il dilemma
La domanda torna a ogni sopralluogo, e la risposta sta in tre cose: quanta acqua puoi dare, quante ore di sole diretto prende lo spazio, quanto lo calpesti.
Il naturale rinfresca d’estate e si recupera anche dopo un’annata storta; in cambio vuole taglio, concime e acqua. Il sintetico non chiede irrigazione, ma la spesa è tutta all’inizio e il fondo va fatto bene la prima volta: dopo non si corregge.
Quando c’è acqua, almeno mezza giornata di sole e la voglia di seguirlo. È la scelta giusta se il giardino si vive: resta fresco d’estate, e un prato in salute si ripara da solo dove viene calpestato.
Quando lo spazio è piccolo, in ombra fissa o calpestato ogni giorno, e l’acqua è poca. Su terrazzi e cortili interni, dove l’erba non attecchisce comunque, spesso è l’unica soluzione che sta in piedi.
Cura nel tempo
Il taglio regolare vale più di qualsiasi concime, e la regola è una: mai togliere più di un terzo dell’altezza in una volta. Tagliare basso costringe la pianta a consumare le riserve delle radici e apre il terreno alla luce, che è l’invito che aspettavano le infestanti. In piena crescita si passa ogni cinque o sette giorni.
La carotatura serve quando il terreno si è chiuso. Si estraggono carotine di terra e il suolo torna a respirare: aria, acqua e concime riescono di nuovo ad arrivare alle radici. Si fa a prato in crescita attiva, così i fori si richiudono in fretta.
In un giardino a Osio Sotto il prato non era da rifare: il terreno era chiuso e l’acqua restava in superficie. Carotatura, trasemina e concimazione, e il prato è tornato senza spendere per rifarlo. Poi conta esserci: siamo puntuali nei tagli erba, ed è quello che tiene in piedi un prato negli anni.
Lavoriamo sui prati dal 2011. Nei giardini già avviati il controllo periodico è la parte che si vede meno e conta di più: densità del tappeto, colore, drenaggio, infestanti. A volte basta un programma di recupero; altre volte è più sensato rifare solo le zone messe peggio.
FAQ
Alcune risposte utili per capire quando scegliere il prato naturale, quando valutare il sintetico e quali interventi servono per mantenere il tappeto erboso in buone condizioni.
Dipende dall’uso dello spazio, dall’esposizione, dalla disponibilità di acqua e dal livello di manutenzione desiderato. Il prato naturale è più vivo e valorizza molto il giardino, ma richiede cure costanti. Il prato sintetico è più pratico e ordinato, soprattutto in aree difficili o molto sfruttate.
Il prato a rotoli offre un risultato estetico immediato, ma ha bisogno di un periodo iniziale di attecchimento. Nelle prime settimane bisogna gestire bene irrigazione, calpestio e primo taglio, così da permettere alle radici di stabilizzarsi nel terreno.
La carotatura consiste nell'estrarre dei cilindretti di terra dal prato con una macchina, per decompattare il suolo e favorire drenaggio e areazione.
L’inerbimento conviene quando si vuole creare un prato naturale partendo dal terreno o recuperare un prato diradato. I periodi migliori dipendono dalle condizioni climatiche, ma in generale servono temperature dell'aria intorno ai 18-24 gradi, umidità controllata e un terreno preparato correttamente.
Sì, anche se richiede meno lavoro rispetto al prato naturale. Va pulito, spazzolato quando schiacciato, e verificato che non ci siano zone di sollevamento.
Nella maggior parte dei giardini sì, soprattutto nei periodi caldi o quando si posa un prato a rotoli o si esegue una nuova semina. L’impianto deve distribuire l’acqua in modo uniforme, evitando zone secche e ristagni.
Contatti
Veniamo a vedere il prato senza costi e senza impegno: capiamo insieme se va rifatto o se basta recuperarlo, e in quanto tempo.