Sopralluogo e valutazione
Guardiamo la pianta e cosa le sta intorno: altezza, stato dei rami, spazio sotto la chioma, accessi. Al sopralluogo arriviamo entro sette giorni dalla chiamata, di solito prima.
Bergamaschi Giardini
Interveniamo su alberi da giardino, piante ad alto fusto e situazioni in cui non basta “tagliare qualche ramo”. Gestiamo potature mirate e lavori in treeclimbing. Il servizio è pensato per abitazioni private, condomini e aree verdi aziendali in provincia di Bergamo.
Esperti al tuo servizio
Ogni taglio è una ferita che la pianta deve chiudere da sola. Per questo si taglia al collare, il rigonfiamento alla base del ramo: lì l’albero ha le barriere che isolano il legno e fermano i patogeni. Un taglio a raso toglie quel tessuto, la ferita resta aperta e il marciume entra nel fusto.
Prima di salire guardiamo altezza, forma della chioma e cosa c’è sotto. Da lì si decide il metodo: da terra, con la piattaforma o in arrampicata. Cambia il costo, cambiano i tempi e cambia quanto si passa sul prato con i mezzi.
Sul preventivo pesano tre cose, e nessuna delle tre è l’età della pianta: quanto è alta, cosa c’è sotto la chioma e da dove esce il materiale tagliato. Un albero grande in mezzo al prato, con il cancello largo, si lavora meglio di uno più piccolo incastrato fra la casa e il confine.
In una zona residenziale come Seriate, dove gli alberi crescono a ridosso di case e confini, la domanda è quasi sempre la stessa: basta alleggerire la chioma o l’albero va ridimensionato davvero. Sono due lavori diversi, e si capisce guardandolo.
Servizi specializzati
Una pianta bassa e raggiungibile si pota da terra. Un albero alto in un giardino stretto no: lì la scelta è fra piattaforma e arrampicata, e la decide lo spazio disponibile sotto la chioma.
Si sale sulla pianta con corda e imbrago, senza portare mezzi in giardino. È la soluzione quando sotto l’albero ci sono prato, aiuole o pavimentazioni da non rovinare.
Cura della chiomaTagli mirati per alleggerire o riequilibrare la chioma senza stravolgere la forma della pianta. Si toglie quello che crea il problema, non tutto quello che si raggiunge.
Recensioni
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Treeclimbing
Il treeclimber sale con corda, imbrago e ancoraggi sulla pianta stessa, e raggiunge la chioma dall’interno. Nessun mezzo entra in giardino: non si schiaccia il prato, non si passa sopra aiuole o pavimentazioni, non serve allargare un accesso.
Da lassù si taglia per gradi. I rami grossi si calano con la corda invece di lasciarli cadere, così sotto non si rompe niente. È il modo in cui si smonta una pianta a sezioni quando attorno c’è poco spazio.
Non è però la risposta a tutto. Se la pianta ha legno marcio o rami che non tengono, non ci si sale: il treeclimbing scarica il peso dell’operatore sulla struttura dell’albero, e quella struttura deve essere sana. In quel caso si torna alla piattaforma, o si valuta l’abbattimento controllato.
A Nembro abbiamo lavorato su un terreno in pendenza dove la piattaforma non arrivava alla chioma. In quei casi l’arrampicata non è una preferenza: è l’unico modo per fare il lavoro senza rifare il giardino dopo.
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Potatura alberi
Potare non vuol dire accorciare tutto di mezzo metro. Il taglio drastico produce l’effetto contrario: la pianta reagisce con getti verticali sottili, attaccati male al legno vecchio, che in tre anni sono più alti e più fragili di quello che avevi tolto.
Il momento giusto per la maggior parte degli alberi è fra fine inverno e ripresa vegetativa, a pianta ferma. Si lavora in giornate asciutte, evitando gelo e caldo forte. Sulle piante da fiore il calendario cambia, perché tagliare nel periodo sbagliato significa restare senza fioritura per un anno.
Sulle siepi vale lo stesso principio con un calendario più fitto. Un intervento drastico si fa a fine inverno, il mantenimento fra maggio e giugno; secondo la specie servono uno o due passaggi l’anno, tre sulle più vigorose come carpino e cipresso. E si taglia leggermente più larghe in basso che in cima: se la parte alta ombreggia quella bassa, la siepe si spoglia da sotto e quei vuoti non si richiudono più.
Verso Caravaggio, dove i giardini sono più aperti e la chioma prende vento, una potatura fatta bene non serve solo a contenere l’albero: riequilibra il peso sui rami principali, ed è quello che evita le rotture al primo temporale forte.
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Lavoro ordinato
Una potatura media produce più ramaglia di quanta ne immagini chi la guarda da terra. Dove si accatasta, come esce dal cancello e dove finisce sono cose che si decidono prima di iniziare, non a lavoro fatto.
Guardiamo la pianta e cosa le sta intorno: altezza, stato dei rami, spazio sotto la chioma, accessi. Al sopralluogo arriviamo entro sette giorni dalla chiamata, di solito prima.
Da terra, con la piattaforma o in arrampicata. Pesa anche da dove esce il materiale tagliato: un cancello stretto cambia l’organizzazione più dell’altezza della pianta. La data dell’intervento si fissa al sopralluogo, di norma entro una settimana.
Si taglia per gradi, dall’alto. Dove sotto c’è qualcosa da proteggere, i rami si calano con la corda in una zona stabilita invece di lasciarli cadere.
Ramaglie cippate o caricate, foglie soffiate via, area lasciata pulita. Il giardino torna utilizzabile lo stesso giorno, non la settimana dopo.
Consigli utili
Quasi tutti chiamano quando il ramo tocca già il tetto. Conviene molto prima: su una pianta contenuta per tempo si tolgono pochi centimetri all’anno, su una lasciata correre vent’anni si finisce a fare tagli grossi, che sono proprio quelli che la pianta fatica a chiudere.
Un albero vicino a casa non va abbattuto per forza. Se è sano, una potatura ben fatta riduce l’ingombro e lo tiene in piedi per altri anni. L’abbattimento resta la strada quando la pianta è compromessa o non è più compatibile con lo spazio in cui si trova, e in quel caso si valuta anche la fresatura del ceppo.
I segnali da guardare da terra sono pochi e chiari: rami secchi nella parte alta della chioma, un’inclinazione più marcata di prima, corpi fungini o legno molle alla base. Dopo un temporale forte vale un controllo, perché una rottura parziale in quota da sotto quasi non si vede.
Domande frequenti
Risposte utili per capire quando richiedere una potatura, quando serve il treeclimbing e come viene valutato un intervento su alberi alti.
Per molti alberi il periodo migliore è tra fine inverno e inizio primavera, prima della ripresa vegetativa. Meglio intervenire in giornate asciutte, evitando gelo, caldo intenso e piena fioritura.
Il treeclimbing serve quando la piattaforma non riesce ad arrivare in modo pratico oppure quando il giardino non consente il passaggio del mezzo senza creare problemi. Può succedere in cortili interni, giardini stretti o aree dove sotto la pianta ci sono superfici da proteggere.
Sì, eseguiamo abbattimenti controllati quando la pianta è compromessa, pericolosa o non più compatibile con lo spazio in cui si trova. Prima di arrivare a questa soluzione valutiamo sempre se una potatura può risolvere il problema. Quando l’abbattimento è necessario, l’intervento viene organizzato considerando il modo più sicuro per smontare la pianta e gestire il materiale senza lasciare il giardino in disordine.
Lo smaltimento viene valutato in fase di sopralluogo. La quantità di materiale cambia molto in base al tipo di intervento:. Per questo definiamo prima come raccogliere, movimentare e allontanare il materiale vegetale, così il cliente sa cosa aspettarsi al termine del lavoro.
Sì, valutiamo interventi su alberi ad alto fusto scegliendo il metodo più adatto tra potatura con piattaforma e treeclimbing. La decisione dipende dalla posizione della pianta, dalla stabilità dei rami e dallo spazio disponibile per lavorare.
Contatti
Veniamo a guardare la pianta gratis e senza impegno: ti diciamo se serve potare, se conviene aspettare la stagione giusta e con quale metodo si lavora nel tuo spazio.