Sopralluogo e valutazione
Guardiamo terreno, esposizione, accessi e stato delle piante. Serve a capire se basta una manutenzione o se va rifatto il fondo: sono due lavori di costo molto diverso.
Bergamaschi Giardini
Realizziamo giardini nuovi e teniamo in ordine quelli che ci sono già: aiuole, siepi, piantumazioni, prato, tagli programmati. Si parte sempre dal terreno, perché è lì che si decide quanto lavoro chiederà il giardino negli anni.
La nostra specialità
Un giardino chiede lavoro diverso a seconda di com’è nato. Il terreno di una casa nuova è quasi sempre compattato dai mezzi del cantiere: l’acqua ci resta sopra invece di scendere. Un giardino di vent’anni ha il problema opposto, piante cresciute troppo vicine e radici che hanno preso tutto lo spazio disponibile.
A Treviglio un cliente voleva ripartire dal prato. Al sopralluogo il prato non era il problema: il fondo era ondulato e l’acqua si fermava in due punti. Abbiamo livellato prima di seminare, e la manutenzione dopo è diventata un’altra cosa.
Guardiamo dove batte il sole a mezzogiorno, dove ristagna l’acqua dopo un temporale, quanto spazio serve per passare con il rasaerba. Da lì esce cosa fare e in che ordine, ma soprattutto cosa non serve fare: ti consigliamo al meglio cosa fare senza farti buttar via soldi.
Fasi di intervento
Guardiamo terreno, esposizione, accessi e stato delle piante. Serve a capire se basta una manutenzione o se va rifatto il fondo: sono due lavori di costo molto diverso.
Si toglie quello che ostacola: ceppaie, radici superficiali, materiale di riporto. Poi si riportano le quote dove l’acqua deve scorrere. Saltare questo passo si paga dopo, quando il prato cede sempre negli stessi punti.
Si mettono a dimora piante e arbusti, si formano aiuole e bordure, si posa il prato. L’ordine conta: prima l’impianto di irrigazione, poi il verde. Al contrario si riapre quello che è appena stato finito.
Tagli, potature e controlli fissati a calendario, non chiamati d’urgenza. Un giardino seguito con regolarità costa meno di uno da recuperare ogni primavera.
Come lavoriamo
Dal sopralluogo escono le lavorazioni in ordine e la data dell’intervento, di norma entro una settimana. Un giardino piccolo davanti casa e un’area condominiale usata da venti famiglie non si trattano allo stesso modo: cambia la frequenza dei tagli, cambia dove si può portare il mezzo, cambia quanto materiale di risulta si produce ogni volta.
Dopo la realizzazione arriva la fase più delicata. Le piante appena messe a dimora vanno bagnate e controllate per tutta la prima stagione, il prato nuovo va tagliato alto finché non si infittisce. È il periodo in cui gli errori si vedono, ed è il motivo per cui la manutenzione parte subito e non l’anno dopo.
Recensioni
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Estetica curata
Un’aiuola dura o si sfascia a seconda di come è preparata sotto. Si toglie l’erba con la sua zolla, si lavora il terreno, si stende il telo pacciamante e si copre con corteccia o ciottoli. Senza pacciamatura le infestanti tornano entro la prima estate e l’aiuola diventa un lavoro fisso.
Le piante si scelgono per la posizione, non per la foto sul catalogo. Sole pieno, mezz’ombra e piede di un muro sono tre ambienti diversi a due metri di distanza, e una pianta messa nel posto sbagliato si cura per anni senza mai venire bene.
In un giardino a Stezzano abbiamo rifatto le aiuole lasciando aperte le tracce dell’impianto: la linea a goccia si posa prima di chiudere e coprire, non dopo. Un’aiuola all’ingresso è la prima cosa che vede chi arriva, e si nota subito quando è tenuta bene.
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Nuovi alberi
La buca si scava larga il doppio della zolla e profonda quanto la zolla, non di più. Se la pianta affonda, il colletto finisce sotto terra e marcisce nel giro di due stagioni. Si sistema a livello, si rincalza con la terra di scavo migliorata e si bagna abbondantemente, perché la terra aderisca alle radici senza lasciare vuoti d’aria.
Prima di piantare si guardano le distanze dal confine. Il Codice Civile chiede tre metri per gli alberi ad alto fusto, un metro e mezzo per quelli di non alto fusto e mezzo metro per siepi e arbusti, misurati dalla base del tronco. È la cosa che fa litigare più spesso i vicini, e si evita in partenza.
Spostiamo anche piante già grandi, con la zolla imballata e il mezzo di sollevamento. È un lavoro con una finestra stretta, si fa a pianta in riposo, e va deciso prima: quando il giardino è finito, far entrare un mezzo significa rifare il prato.
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Preparazione del terreno
Si scava quando sotto c’è qualcosa da sistemare: quote sbagliate, terreno compattato, o l’impianto di irrigazione da posare. Le dorsali vanno interrate a 30-40 centimetri, sotto la quota del gelo e del calpestio; le ali gocciolanti restano più in alto, a 10-15.
Se la linea è troppo superficiale, il primo passaggio di un mezzo la schiaccia, e per ripararla si riapre un prato già finito. È il motivo per cui questa fase viene prima e non dopo, anche se è la meno scenografica di tutte.
In un giardino a Cavernago l’acqua si fermava in due avvallamenti dopo ogni pioggia. Abbiamo corretto le quote e dato pendenza verso il punto basso: il prato posato dopo non ha più avuto quel problema.
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Prato omogeneo
Semina, rotoli o sintetico: cambiano i tempi e cambia quanta cura vuole dopo. La semina costa meno e chiede due mesi prima di reggere il calpestio; i rotoli si vedono finiti lo stesso giorno e radicano in due o tre settimane; il sintetico toglie il taglio, non la manutenzione.
Qualunque strada, il risultato si decide sotto. Un fondo livellato e drenante regge il prato per anni; uno preparato in fretta si vede alla prima estate, con le zone che seccano sempre nelle stesse posizioni.
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FAQ
Sì. Quando viene eseguito un intervento di manutenzione, il materiale tagliato può essere raccolto e portato via, così il giardino resta pulito anche alla fine del lavoro. Questo aspetto viene valutato prima, perché il verde prodotto da un normale taglio del prato è diverso da quello che si crea dopo una potatura più importante o dopo il recupero di uno spazio rimasto fermo per molto tempo.
Il costo dipende prima di tutto da come si presenta il giardino quando viene visto sul posto. Incidono le dimensioni, l’accesso, lo stato del terreno e il tipo di risultato che si vuole ottenere. A volte serve solo rimettere ordine e riprendere una manutenzione regolare, mentre in altri casi bisogna intervenire più a fondo perché il prato non tiene, il terreno drena male o alcune zone sono state trascurate per troppo tempo. Per questo un preventivo serio nasce quasi sempre da una valutazione diretta.
Sì. La manutenzione può essere organizzata durante l’anno seguendo i periodi in cui il giardino cambia di più. Nei mesi di crescita serve controllare con più attenzione prato, bordi e siepi, mentre in altri momenti può essere più utile preparare il terreno, sistemare le piante o fare pulizia prima della stagione successiva e ridurre gli interventi necessari. Programmare gli interventi aiuta a evitare lavori fatti sempre in emergenza e mantiene il giardino più stabile nel tempo.
Conviene scegliere piante adatte al punto in cui verranno messe, non solo quelle che piacciono di più esteticamente. Una zona molto esposta al sole, una parte in ombra o un terreno che resta umido non si comportano nello stesso modo. Quando le piante sono scelte in base alle caratteristiche dello spazio scelto, crescono meglio e richiedono meno correzioni continue.
No. Gli scavi servono solo quando il terreno deve essere preparato meglio, quando ci sono problemi di livello o quando la nuova sistemazione richiede una base più ordinata. In molti giardini si può intervenire anche in modo meno invasivo, soprattutto se la struttura generale è già buona. La scelta va fatta dopo aver visto il posto.
Contatti
Il sopralluogo è gratuito e non impegna. Veniamo a vedere com’è messo il giardino. Lo facciamo da oltre dieci anni, e capita spesso che la risposta sia: basta poco.