Controllo degli accessi
Da dove si entra, quali superfici non si toccano, dove si organizzano la zona di lavoro e quella di calata.
Interventi in quota
Quando il cestello non entra, si sale in corda. Non è una tecnica migliore: è quella che permette di lavorare senza portare un mezzo dove non ci sta.
Una tecnica scelta in base allo spazio
Il tree climbing serve a muoversi dentro la chioma, non sopra. Si sceglie quando la piattaforma non arriva, o quando farla arrivare costerebbe più danni di quanti ne risolve: un prato solcato, una pavimentazione crepata.
Un albero può stare dietro casa, in un cortile chiuso, in fondo a un passaggio da settanta centimetri. L'altezza è il dato meno interessante: contano come ci si arriva, dove si organizza la zona a terra, come scendono i rami. Il servizio di tree climbing e potature parte da lì.
La corda non sostituisce tutto. Dove la piattaforma si posiziona bene, la piattaforma è più rapida. Nel 2011, al primo cantiere, si saliva già in corda, e la regola da allora non è cambiata: prima si capisce il problema, poi si sceglie con cosa salire.
Valutazione preliminare
Gli accessi si controllano per primi. Un cancello stretto, tre gradini, una pendenza, un muretto: ognuna di queste cose può escludere un mezzo. Anche un prato fresco di posa pesa sulla decisione.
Poi si guarda la pianta: struttura del fusto, distribuzione della chioma, rapporto con edifici e confini. Il lavoro su albero con funi è disciplinato dall'Allegato XXI del D.Lgs. 81/2008 e si esegue su doppia corda — una di lavoro e una di sicurezza, indipendenti fra loro.
Dall'interno dell'albero si arriva al singolo ramo, invece di accorciare tutto da fuori. Se sotto ci sono tetti, camminamenti o recinzioni, i pezzi non si lasciano cadere: si calano con la corda uno alla volta, ed è la fase che porta via più tempo di tutte.
Se quello che serve è riequilibrare o contenere la chioma, la scelta dei tagli sta nella potatura degli alberi: come si sale e cosa si taglia restano due decisioni separate.
Il percorso di lavoro
Ogni passaggio si adatta alla pianta e allo spazio. L'altezza, da sola, non decide niente.
Da dove si entra, quali superfici non si toccano, dove si organizzano la zona di lavoro e quella di calata.
Struttura del fusto, distribuzione della chioma, rami secchi, e cosa c'è vicino: tetti, linee, confini.
Si decide fra corda e cestello. Se il cestello entra e lavora bene, usiamo quello e costa meno.
I rami scendono, si cippa sul posto e il materiale lo portiamo via noi. L'area resta come l'abbiamo trovata.
Prima e dopo il taglio
Nel tree climbing metà del lavoro sta a terra. Persone, passaggi, arredi, recinzioni, coperture leggere: ognuno di questi cambia l'organizzazione. Una chioma sopra un prato vuoto e una sopra una veranda non sono lo stesso cantiere.
Per questo la zona si libera prima e si stabilisce dove finiscono i rami. Se non possono cadere, si cala pezzo per pezzo: i tagli diventano più piccoli e l'ordine conta più della velocità.
Poter raggiungere tutta la chioma non vuol dire doverla ridurre tutta. Il taglio risponde al problema: il secco, i rami contro una struttura, uno sviluppo sbilanciato, i punti da alleggerire. Dall'alto la tentazione di fare piazza pulita è forte, e il risultato si vede per anni.
Approfondimenti
Domande frequenti
Quando si valuta il lavoro in corda, e come si prepara.
Il tree climbing viene valutato quando la piattaforma non può raggiungere la pianta in modo pratico o quando il suo passaggio rischia di interferire con prato, pavimentazioni, aiuole e strutture. La scelta dipende sempre dall'albero e dallo spazio disponibile.
No. Prima di scegliere questa tecnica bisogna osservare condizioni, struttura e posizione della pianta. Se l'albero non offre condizioni adatte al lavoro in arrampicata, occorre valutare un metodo differente.
È proprio negli spazi stretti che il tree climbing può risultare utile, ma devono comunque esserci un'area di lavoro organizzabile e un modo sicuro per gestire i rami rimossi. Il sopralluogo serve a controllare questi aspetti.
Quando sotto la chioma sono presenti superfici o elementi da proteggere, il lavoro può essere organizzato per gestire progressivamente le parti tagliate. Modalità e attrezzatura vengono stabilite in base a peso, posizione e spazio disponibile.
Sì. Il sopralluogo permette di osservare l'albero, gli accessi, gli ostacoli, la zona sottostante e il materiale che dovrà essere movimentato. Solo dopo questa valutazione si può scegliere il metodo di lavoro più adatto.
La raccolta e l'eventuale allontanamento di rami e residui vengono valutati prima del lavoro. Quantità, dimensioni e accessibilità del giardino incidono sul modo in cui il materiale può essere organizzato al termine dell'intervento.
Contatti
Dicci dov'è l'albero e cosa c'è intorno: una foto da lontano dice più di una misura. Chi ci chiama oggi ci trova in giardino entro sette giorni, di regola prima. Sul posto stabiliamo se serve la corda o se il cestello basta.