Irrigazione su misura

Irrigatori statici, dinamici e impianto a goccia a Bergamo

Tre modi di portare acqua, e non sono intercambiabili: si scelgono sulla gittata, sulla pressione e su cosa devono bagnare.

Una soluzione per ogni zona

Distribuire l’acqua dove serve davvero

Il guasto più comune non è un pezzo rotto: è un settore progettato male. Statici, dinamici e goccia fanno lavori diversi, e la scelta non dipende dalla grandezza del giardino: dipende dalla forma del prato, dalla pressione al rubinetto e da cosa c’è in mezzo.

Nel servizio di installazione e manutenzione degli impianti di irrigazione la prima cosa che decidiamo è come tagliare le zone. Un prato aperto vuole copertura uniforme; una siepe vuole acqua vicino al terreno, poca e lenta. Dal nostro primo impianto, nel 2011, è rimasta la scelta che pesa di più su tutto il resto.

Zone divise bene vogliono dire minuti regolabili separatamente, invece di allungare tutto l’impianto per l’unico angolo secco. È lì che si sprecano i metri cubi.

Montaggio del collettore delle elettrovalvole su letto di ghiaia, con la guaina corrugata e il rubinetto a sfera

Le tre soluzioni

Statici, dinamici e goccia: come cambiano utilizzo e copertura

Ogni tecnologia si sceglie sulla superficie da servire e su cosa c’è sullo stesso settore.

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Irrigatori statici

Getto a ventaglio, testina fissa, gittata entro i cinque metri e pressione fra uno e tre bar. Vanno bene sulle porzioni piccole e regolari. Ugello, angolo e direzione si regolano uno per uno: un getto storto bagna la facciata, una disposizione rada lascia fasce asciutte che si vedono solo a luglio.

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Irrigatori dinamici

Ruotano mentre lavorano e coprono da cinque a venti metri, con pressioni fra due e quattro bar. Servono sulle superfici aperte. Il vincolo è la portata: se un settore ne chiede più di quanta il rubinetto ne dà, tutti gli irrigatori lavorano male e nessuno arriva dove dovrebbe.

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Impianto a goccia

Porta l’acqua lenta e vicino alla pianta, lungo aiuole, siepi e filari, su una linea staccata dal prato. Il punto debole è il filtro: senza, i gocciolatori si chiudono uno alla volta e la linea muore a pezzi, senza che da fuori si veda niente.

Dal rilievo alla regolazione

Come viene organizzato un impianto misto

Prima dei componenti si decide quali aree possono condividere una programmazione e quali devono restare per conto loro.

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Analisi dello spazio

Forma, pendenze, esposizione, ostacoli. Poi pressione e portata al rubinetto: è quel numero a dire quanti irrigatori stanno in un settore.

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Divisione delle zone

Prato, aiuole e siepi si separano quando chiedono portate o tempi diversi. Dentro un settore gli irrigatori devono avere tutti la stessa pluviometria: modelli diversi sulla stessa linea bagnano in modo diverso, e una parte resta indietro.

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Posa e collegamenti

Le tubazioni seguono percorsi decisi prima, coordinati con le sistemazioni del terreno per non riaprire due volte.

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Prova sul campo

Si apre settore per settore e si guarda dove arriva l’acqua. I getti si regolano testa a testa: ogni irrigatore deve bagnare fino a quello vicino.

Controlli utili

Progettazione, regolazione e manutenzione

Il tipo di irrigatore è solo un pezzo. Se portata, pressione e numero di utenze non stanno insieme, la copertura resta irregolare qualunque testina si monti. Bordi, angoli, alberi e passaggi tagliano il getto: la disposizione va pensata.

Poi il giardino cambia: una chioma si allarga, nasce un’aiuola, si sposta un vialetto. Vale la pena controllare se archi e linee rispondono ancora a com’è adesso. Getti deboli, punti fradici e settori secchi vanno letti prima di aggiungere minuti alla centralina: alzare i tempi è il modo più rapido per pagare di più e bagnare peggio.

Errori da evitare

  • Collegare sulla stessa zona prato e aiuole con necessità diverse.
  • Orientare i getti verso facciate, vialetti o aree che non devono essere bagnate.
  • Coprire una zona asciutta aumentando i tempi di tutto l’impianto.
  • Trascurare ugelli, filtri e gocciolatori quando la distribuzione diventa irregolare.
Irrigatore dinamico a metà rotazione su un prato aperto, con il ventaglio d’acqua controluce

Servizi collegati

Coordinare irrigazione, aiuole e prato

Le linee si posizionano prima delle finiture. Dopo, si riapre.

Domande frequenti

FAQ su irrigatori statici, dinamici e impianti a goccia

Che differenza c’è tra irrigatori statici e dinamici?

Gli irrigatori statici distribuiscono l’acqua con un getto a ventaglio su distanze contenute. I dinamici ruotano durante il funzionamento e vengono valutati per superfici più estese o geometrie che richiedono una gittata maggiore.

Quando conviene usare un impianto a goccia?

La linea a goccia è indicata soprattutto per aiuole, siepi, bordure e filari, perché porta l’acqua in modo localizzato vicino al terreno. Portata e disposizione vanno adattate alle piante e al suolo.

Si possono combinare irrigatori e ala gocciolante?

Sì. Prato e aiuole hanno esigenze differenti, quindi possono essere serviti da circuiti separati. La divisione consente di programmare tempi adatti a ciascuna zona senza trattare tutto il giardino allo stesso modo.

Come si sceglie la posizione degli irrigatori?

La posizione dipende da forma e dimensioni del prato, ostacoli, esposizione e pressione disponibile. I getti vanno distribuiti per limitare zone asciutte, sovrapposizioni e acqua diretta verso percorsi o facciate.

Un impianto esistente può essere adattato?

Spesso è possibile sostituire ugelli, correggere orientamento e portata oppure separare alcune zone. Prima di intervenire occorre verificare tubazioni, pressione, centralina e cambiamenti avvenuti nel giardino.

Quando va controllato il sistema di irrigazione?

È utile controllarlo prima del periodo di maggiore utilizzo e quando compaiono getti irregolari, ristagni o aree secche. La verifica riguarda irrigatori, gocciolatori, raccordi, filtri e programmazione.

Contatti

Richiedi un sopralluogo per la scelta degli irrigatori

Dicci se parti da zero o se l’impianto c’è già e qualcosa non torna. Mettiamo il sopralluogo in calendario nei sette giorni dalla chiamata, spesso in anticipo. Poi ti diciamo se serve rifare o basta regolare.

Prato uniforme fino al bordo del portico, servito da un impianto già a regime